LICEO SCIENTIFICO E CLASSICO PEPE CALAMO - OSTUNI

di De Leonardis Gianluigi

Mi chiamo Gianluigi De Leonardis e frequento il quinto anno di corso presso il Liceo Scientifico “Ludovico. Pepe” ad Ostuni.

Voglio condividere l’esperienza vissuta da me ed alcuni miei compagni nel febbraio di quest’anno come PCTO, un’esperienza unica e dal valore formativo inestimabile.

Sicuramente, nel corso dei giorni trascorsi a Ginevra, abbiamo avuto modo di intraprendere un percorso di crescita utile per farci sperimentare il mondo del lavoro, specialmente in ambito scientifico. Infatti, nonostante per molti questa fosse la prima vera occasione per comprendere come lavora un team di scienziati, va sottolineato che siamo stati a contatto con i vertici più alti della ricerca mondiale in ambito nucleare, riuscendo ad approcciarci al meglio a dei problemi che, in un modo o nell’altro, coinvolgono i più illustri ricercatori, fisici ed ingegneri d’Europa e del Pianeta.

Dal punto di vista prettamente formativo, è indubbio che questa esperienza ci abbia garantito un’opportunità immensa, che in un'ottica futura potrà sicuramente essere spendibile, specialmente per chi, proprio come me, ha intenzione di lavorare in ambito scientifico.

L’ opportunità di apprendere come lavora la comunità scientifica, di toccare con mano il suo modo di approcciarsi a nuovi problemi, di constatare l’importanza del lavoro di squadra, non è una cosa scontata. Nel corso della nostra esperienza, un gruppo nutrito di studenti ha avuto modo di “imparare dai grandi” della comunità scientifica, apprendere come si lavora in un team di scienziati e cosa si rende necessario fare per poter essere efficienti e precisi in un campo che, come quello della ricerca, coinvolge un numero immenso, ma allo stesso tempo necessario, di risorse, materiali e capitale umano. Oltretutto non è da sottovalutare l’aspetto puramente scientifico del nostro percorso formativo: visitando le diverse sedi del CERN, che è un complesso che si estende tra Francia e Svizzera -  giusto per dare l’idea dell’ambiziosità del progetto - ci è stato spiegato non solo la necessità di un progetto del genere, ma anche le possibili applicazioni che ha uno studio così intensivo della fisica nucleare. Comprendere e migliorare l’efficienza delle reazioni di fusione nucleare, che rappresentano, ad oggi, il principale campo di ricerca del CERN, rappresenterebbe la svolta, dal punto di vista energetico, per l’umanità intera. Inoltre, lo studio delle particelle elementari aprirebbe la scienza a nuove frontiere della conoscenza e a nuovi ambiti della tecnologia, in grado di migliorare sensibilmente la vita umana. Insomma, sintetizzando quella che è stata la mia esperienza di PCTO, mi sento di dire che ha rappresentato una grande occasione di crescita personale, garantendomi in definitiva la possibilità di apprendere e studiare da vicino quello che sono gli aspetti fondamentali ed indispensabili per il lavoro di ricerca della comunità scientifica: dedizione, studio, passione, spirito di ricerca, desiderio di scoperta e comprensione, lavoro di squadra, obiettivi condivisi, divulgazione della cultura scientifica e dell’importanza della ricerca scientifica e tecnologica per la vita e il bene di tutti, come ci sta insegnando la pandemia da Covid-19 che stiamo vivendo.

 

di Francesco Dell'Atti DIRIGENTE del Liceo "Pepe Calamo" di Ostuni

Il primo posto alla III edizione del PREMIO "Storie di Alternanza" Valentina Luchena Sessione I semestre 2020, organizzato dalla Camera di Commercio di Brindisi, ottenuto con un lavoro multimediale degli studenti della sezione scientifica del Liceo Pepe Calamo, è il coronamento di un eccellente lavoro svolto nell’ambito delle attività PCTO dello scorso anno.

Come è noto il PCTO ha sostituito nelle nostre scuole la precedente Alternanza Scuola Lavoro, apportando al progetto una opportuna curvatura didattica più aderente alle varie proposte dei vari istituti scolastici. Questa innovazione ha trasformato attività un po’ troppo scollegate con quelle scolastiche, soprattutto nel piano di studi liceale, consentendo di uscire da un cliché   banalmente di apprendistato lavorativo, ad un ampliamento delle visioni in ambiti, come dicevo, più consoni a progetti didattici liceali.

E’ in questa ottica che, allora, si inserisce l’attività che è culminata con la visita e le attività laboratoriali presso il CERN di Ginevra. Intanto, il risultato principale, a mio avviso, è stato quello di rendere vivo e partecipe nella mente dei nostri studenti, il ruolo fondamentale che ha per l’umanità la conoscenza scientifica e i metodi per ottenerla; conoscenza un po’ troppo relegata dall’impostazione della scuola italiana a un ruolo un po’ periferico nell’ambito della cultura, dedicato solo a pochi e vissuta, spesso con sofferenza, anche nelle aule di un liceo scientifico che dovrebbe, invece, fondarsi su di essa. E’ una realtà tutta italiana che impedisce a molti giovani di vedere nell’attività più umana che c’è, la sfida a questo universo e ai suoi segreti, una risorsa per il loro futuro. Tant’è che da anni il MIUR tenta di muovere un po’ le acque con il progetto STEM dedicato, appunto alla diffusione delle pratiche scientifiche nelle scuole a partire dalle studentesse, in genere meno interessate a questo mondo. Ecco , allora, che iniziative come quella vissuta dai ragazzi in questione, rompono questo muro di diffidenza e aprono ai loro occhi scenari molto meno lontani di quanto potessero immaginare e molto ricchi di fascino e interesse. Al CERN, dunque, dopo mesi di preparazione sui libri, gli studenti hanno toccato con mano la vita delle donne e degli uomini che senza distinzione di nazionalità, razze, lingue e culture, sono lì a rappresentare una unica realtà, l’umanità al confronto con l’universo sterminato in cui è impercettibilmente immersa, ricevendone una grande impressione, come testimoniato dai loro lavori a commento della attività.

L’unico problema serio è che, se qualche vocazione è nata, avrà muri molto ardui da superare per la considerazione che ha in Italia la cultura scientifica e il lavoro nella ricerca.

Voglio infine sottolineare la caparbietà e l’impegno profuso dalla docente figura strumentale che da anni riesce a ottenere appuntamenti con il prestigioso centro di ricerca, cosa assolutamente non semplice, né scontata.

LINK Video PTCO CERN RICERCA 2020

 

 

 

 

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